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Gabbriette: in carne e ossa — nel provocatorio servizio fotografico di CR Fashion Book

Ci sono persone che non hanno bisogno di costruirsi un personaggio. Entrano semplicemente nell'inquadratura — e la moda comincia a inventare nomi per qualcosa che è già successo.

Ci sono persone che non hanno bisogno di costruirsi un personaggio. Entrano semplicemente nell'inquadratura — e la moda comincia a inventare nomi per qualcosa che è già successo.

Gabbriette è una di loro. Capelli neri, sopracciglia quasi invisibili, trucco sbavato intorno agli occhi, labbra grandi e lucide, tatuaggi, pelle e quello sguardo in cui convivono stanchezza, indifferenza e una sicurezza quasi pericolosa. Sembra appena uscita da un night club alle sette del mattino — e, per qualche motivo, proprio in quel momento appare più bella di chiunque abbia passato due ore davanti allo specchio.

Nel settembre 2026, CR Fashion Book ha presentato Gabbriette in un nuovo servizio fotografico intitolato In the FLESH. E il titolo è quasi letterale: non ci troviamo davanti a un'immagine fashion patinata e perfettamente costruita, ma a un'estetica viva, fisica e leggermente predatoria, che da tempo ha smesso di essere semplicemente strana.

Quando lo strano diventa la nuova normalità

La moda ha una curiosa abitudine: prima scopre qualcosa di strano, poi se ne innamora e infine gli dà un nome.

È così che sono nati Clean Girl, Quiet Luxury, Old Money, Y2K, RegencyCore, MermaidCore, CottageCore e decine di altre etichette estetiche. Ieri era semplicemente lo stile personale di qualcuno. Oggi è una moodboard, un trend di TikTok e una formula che centinaia di persone cercano di replicare.

Con Succubus Chic, però, la storia è un po' più interessante.

Ancor prima che questo termine iniziasse a circolare con insistenza nell'ambiente fashion, aveva già la sua protagonista. E quella protagonista era Gabbriette.

La ragazza che non cerca di piacere a tutti

Il suo look è costruito proprio su quegli elementi che l'industria della bellezza tradizionale ha cercato per anni di correggere.

Sopracciglia imperfette? Lasciarle così. Eyeliner sbavato? Ancora meglio. Occhi stanchi? Nessun bisogno di nasconderli. Un taglio corto e spettinato? Esattamente. Tatuaggi? Lasciamo che parlino da soli.

Gabbriette descrive la propria estetica in modo molto semplice: ama i tagli di capelli irregolari, il trucco sbavato intorno agli occhi stanchi, le labbra grandi e lucide e, in generale, anche l'assenza totale di trucco. E poi tutto ciò che appare un po' «troppo», eccessivo o volutamente trasandato.

Ed è proprio qui che sta il suo asso nella manica.

Gabbriette non crea l'illusione della perfezione. Gioca sul confine tra sensualità e noncuranza, tra glamour e post-sbornia del mattino, tra un servizio di moda e una foto che potrebbe comparire nella vostra galleria dopo una notte decisamente troppo lunga.

Capelli neri, pelle e uno sguardo che è meglio non decifrare

La formula visiva di Gabbriette sembra semplice — finché non provi a replicarla.

I capelli neri creano un contrasto netto con il viso. Le sopracciglia quasi scompaiono. Gli occhi sembrano quelli di qualcuno il cui trucco ha già attraversato diverse ore di vita notturna. Le labbra, al contrario, sono grandi, lucide e quasi ipnotiche.

Aggiungi tatuaggi, pelle e silhouette scure — ed ecco un personaggio che potrebbe trovarsi con la stessa naturalezza sulla copertina di una rivista di moda, in un rock club underground o in un bar al neon dopo mezzanotte.

È proprio per questo che è difficile definire Gabbriette semplicemente una modella.

È diventata un archetipo visivo.

Gabbriette: in carne e ossa — nel provocatorio servizio fotografico di CR Fashion Book
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