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Conviene affidare i propri soldi all’intelligenza artificiale: 5 motivi per non lasciare le proprie finanze completamente nelle mani di una rete neurale

Solo pochi anni fa, l’idea di chiedere a un computer aiuto nella gestione delle proprie finanze personali sarebbe sembrata la trama di un film di fantascienza. Oggi è diventata realtà.

Solo pochi anni fa, l’idea di chiedere a un computer aiuto nella gestione delle proprie finanze personali sarebbe sembrata la trama di un film di fantascienza. Oggi è diventata realtà.

Milioni di persone utilizzano l’intelligenza artificiale per creare un budget, analizzare le spese, trovare modi per risparmiare o persino ricevere consigli sugli investimenti.

Comodo? Sicuramente.

Sicuro? Non sempre.

L’intelligenza artificiale può essere un ottimo assistente, ma non è un consulente finanziario, un partner o una persona che si assumerà la responsabilità delle conseguenze delle vostre decisioni.

Prima di caricare un estratto conto bancario in un chatbot o chiedergli di scegliere una strategia d’investimento per voi, è importante conoscere i rischi nascosti.

L’IA può sbagliare, anche quando sembra molto convincente

Uno dei principali problemi delle reti neurali è che quasi sempre rispondono con grande sicurezza.

Potete fare una domanda su tasse, prestiti o investimenti e il chatbot vi fornirà una risposta strutturata con argomentazioni convincenti, numeri e spiegazioni logiche.

Ma la sicurezza con cui viene data una risposta non significa che sia corretta.

L’intelligenza artificiale non ragiona come una persona. Analizza enormi quantità di informazioni e prevede la risposta più probabile. Non possiede una propria comprensione di ciò che è giusto o sbagliato.

Il problema è che il mondo finanziario cambia continuamente:

  • cambiano i tassi di interesse;
  • si aggiornano le normative fiscali;
  • compaiono o scompaiono prodotti finanziari;
  • cambia la situazione dei mercati.

Di conseguenza, l’IA può utilizzare dati obsoleti o persino creare informazioni inesistenti, come prodotti d’investimento o programmi di agevolazione mai esistiti.

Nel mondo della finanza, un errore in una sola frase può costare denaro reale.

L’IA spesso dice ciò che volete sentirvi dire

Un consulente finanziario umano può dirvi una verità scomoda.

Ad esempio:

«Questa idea è troppo rischiosa».

«State sopravvalutando le vostre possibilità».

«Questo prestito non è adatto a voi».

L’IA spesso si comporta diversamente.

Cerca di essere utile e di supportare l’utente. Per questo motivo può finire involontariamente per confermare convinzioni sbagliate.

Se una persona ha già deciso di acquistare una criptovaluta dubbia o di richiedere un grande prestito, il chatbot potrebbe non fermarla, ma aiutarla a trovare argomentazioni a favore di quella scelta.

Questo fenomeno viene definito «adulazione digitale»: l’algoritmo sembra essere d’accordo con voi anche quando avreste bisogno di qualcuno capace di porre domande scomode.

Un altro aspetto riguarda le raccomandazioni nascoste.

A volte l’IA può suggerire determinati strumenti finanziari non perché siano davvero i migliori per voi, ma a causa delle caratteristiche dei dati con cui è stata addestrata o di possibili fattori commerciali.

Nella finanza, il pensiero critico è più importante di una risposta piacevole.

I vostri dati finanziari non sono semplici numeri

Per aiutarvi a creare un budget, un chatbot potrebbe chiedere:

  • estratti conto bancari;
  • informazioni sui redditi;
  • elenco dei prestiti;
  • dati sulle spese;
  • foto di documenti.

All’apparenza sembra comodo: più informazioni possiede l’IA, più precisa sarà l’analisi.

Ma allo stesso tempo state condividendo dati estremamente sensibili.

Le informazioni finanziarie sono tra le categorie più preziose di dati personali. Possono rivelare non solo il vostro reddito, ma anche abitudini, luoghi degli acquisti, stile di vita e persino aspetti della vostra vita privata.

La condivisione di questi dati crea diversi rischi:

  • perdita di informazioni;
  • accesso da parte di persone non autorizzate;
  • violazione degli account;
  • utilizzo futuro dei dati.

Anche l’algoritmo più intelligente non elimina una regola semplice: più persone e sistemi hanno accesso ai vostri dati, più aumentano i potenziali punti di rischio.

L’IA non risponderà dei vostri errori finanziari

Questa è una delle maggiori differenze tra intelligenza artificiale e un consulente professionale.

Un esperto finanziario segue standard professionali e ha responsabilità legale per il proprio lavoro.

L’IA no.

Se un algoritmo suggerisce una strategia sbagliata che vi fa perdere una parte significativa dei vostri risparmi, non dovrà affrontarne le conseguenze.

Anche gli sviluppatori della tecnologia non possono sempre prevedere tutti gli scenari di utilizzo.

Per questo motivo è meglio considerare l’IA come uno strumento di supporto:

  • spiegare un termine finanziario complesso;
  • aiutare a organizzare un budget;
  • trovare idee per risparmiare;
  • preparare domande da porre a un consulente.

Tuttavia, le decisioni finali che riguardano il vostro denaro devono essere prese in modo consapevole.

L’IA non comprende la vostra vita come una persona

La finanza non riguarda solo tabelle, numeri e percentuali.

Dietro ogni decisione c’è una vita reale.

Ad esempio, dal punto di vista matematico potrebbe essere conveniente estinguere più rapidamente un prestito. Ma se dopo questa scelta rimanete senza un fondo di emergenza, la decisione potrebbe creare più problemi che vantaggi.

Un consulente umano può considerare:

  • la situazione familiare;
  • il livello di stress;
  • i piani futuri;
  • la stabilità del reddito;
  • la propensione al rischio.

L’IA vede i numeri, ma non percepisce ansia, paura o insicurezza.

E spesso sono proprio questi fattori a determinare se una strategia finanziaria funzionerà davvero.

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