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Perché ci sembra che tutti intorno a noi siano «cattive persone»: 8 motivi

Sembra che il mondo sia pieno di persone scortesi, tossiche e fastidiose. Notizie, social network, internet — ovunque sembra urlare: «L’umanità è rovinata!» Ma in realtà non è del tutto così. La maggior parte delle persone è normale, semplicemente ci sono alcune ragioni per cui si crea l’impressione opposta.

Sembra che il mondo sia pieno di persone scortesi, tossiche e fastidiose. Notizie, social network, internet — ovunque sembra urlare: «L’umanità è rovinata!» Ma in realtà non è del tutto così. La maggior parte delle persone è normale, semplicemente ci sono alcune ragioni per cui si crea l’impressione opposta.

L’effetto «mela marcia»

Anche se 99 persone si comportano normalmente, basta un solo maleducato o scorbutico per farsi notare. Il nostro cervello è programmato per evidenziare il negativo. Online questo effetto è ancora più forte: una piccola minoranza dà l’impressione che tutti siano aggressivi. Per esempio, un utente in un forum comincia a insultare tutti, qualcun altro si unisce, e migliaia di osservatori percepiscono il conflitto come norma.

Reagiamo più intensamente al negativo

Gli psicologi lo hanno dimostrato da tempo: un’impressione negativa può superare dieci positive. Questo vale sia sui social che nella vita reale. Pubblicando una foto, ricevi cinquanta like e complimenti, ma un solo commento sarcastico resta impresso nella memoria. Così si crea la sensazione che il mondo sia contro di te.

Internet amplifica l’esposizione

Un tempo il tuo giro di conoscenze era limitato a vicini e amici. Oggi ti confronti ogni giorno con centinaia o migliaia di persone online. Anche se solo l’uno percento è tossico, basta per rovinare l’umore. Più ampio è il contatto, più forte appare l’impressione che «tutti siano così».

L’effetto a catena del negativo

Una persona tossica può innescare una catena di conflitti, coinvolgendo persone normalmente equilibrate. In strada o sui social, la lite di uno può trasformarsi in una valanga di negatività. Sembra che «tutti siano aggressivi», mentre in realtà è solo una minoranza attiva a fare rumore.

Notizie e social enfatizzano il negativo

I media sanno che il negativo cattura l’attenzione. Scandali, incidenti, catastrofi — ne parlano più forte e più spesso rispetto alle azioni positive. Gli algoritmi dei social diffondono contenuti emotivi e provocatori, creando la percezione che attorno a noi ci siano solo persone cattive e aggressive.

Il confronto sociale aumenta il cinismo

Sui social le persone mostrano solo il lato migliore o provocatorio di sé. L’anonimato permette di essere più audaci, taglienti e diretti. Nella realtà, la maggior parte si comporta normalmente, ma giudichiamo l’umanità dall’immagine distorta che vediamo online.

Gli algoritmi amplificano le estremità

Le piattaforme vogliono catturare l’attenzione. Contenuti controversi ed emotivi ottengono più like e condivisioni. Così si crea l’impressione che le persone tossiche siano ovunque.

Le esperienze personali aumentano la percezione del negativo

Il nostro umore e lo stress influenzano come percepiamo gli altri. Stanchezza, irritazione, pressione — anche azioni neutre possono sembrare aggressive. Un collega ti urta per caso in ufficio e sembra intenzionale, anche se non lo è. Così il mondo sembra pieno di «cattive persone».

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